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Bictegravir, Emtricitabina e Tenofovir alafenamide in co-formulazione versus Dolutegravir con Emtricitabina e Tenofovir alafenamide, per il trattamento iniziale dell'infezione da HIV-1


Gli inibitori dello strand transfer dell’integrasi ( INSTI ) co-somministrati con due inibitori nucleosidici o nucleotidici della trascrittasi inversa ( NRTI ) sono raccomandati come trattamento di prima linea per l'infezione da HIV e sono preferite combinazioni co-formulate a dose fissa per facilitare l'aderenza.

Sono stati riportati i risultati a 48 settimane di uno studio che ha confrontato il trattamento iniziale di HIV-1 con Bictegravir, un nuovo INSTI con un'alta barriera in vitro alla resistenza e basso potenziale come causa o vittima di interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti, co-formulato con la combinazione NRTI Emtricitabina e Tenofovir alafenamide come associazione a dose fissa, e Dolutegravir somministrato con Emtricitabina e Tenofovir alafenamide in co-formulazione.

In uno studio randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, controllato con placebo e di non-inferiorità, gli adulti con infezione da HIV sono stati sottoposti a screening e arruolati in 126 Centri ambulatoriali in 10 Paesi in Australia, Europa, America Latina e Nord America.
I partecipanti erano adulti non-trattati in precedenza ( HIV-1 RNA uguale o superiore a 500 copie per ml ) con una velocità di filtrazione glomerulare stimata [ eGFR ] di almeno 30 ml/min.
Era ammessa la co-infezione da virus dell'epatite B cronica o epatite C.

I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere una combinazione orale a dose fissa di Bictegravir 50 mg, Emtricitabina 200 mg e Tenofovir alafenamide 25 mg ( Biktarvy ) o Dolutegravir 50 mg con Emtricitabina 200 mg e Tenofovir alafenamide 25 mg in co-formulazione, con placebo corrispondente, una volta a giorno per 144 settimane.

L'endpoint primario era la percentuale di partecipanti con HIV-1 RNA plasmatico inferiore a 50 copie per ml alla settimana 48, con un margine di non-inferiorità prespecificato del -12%.

Tra il 2015 e il 2016, 742 partecipanti sono stati esaminati per l'idoneità, di cui 657 sono stati assegnati in modo casuale al trattamento ( 327 con Bictegravir, Emtricitabina e Tenofovir alafenamide in combinazione a dose fissa, gruppo Bictegravir, e 330 con Dolutegravir più Emtricitabina e Tenofovir alafenamide, gruppo Dolutegravir ).

320 partecipanti che hanno ricevuto il regime Bictegravir e 325 partecipanti che hanno ricevuto il regime Dolutegravir sono stati inclusi nelle analisi di efficacia primaria.

Alla settimana 48, HIV-1 RNA inferiore a 50 copie per ml è stato raggiunto in 286 su 320 partecipanti ( 89% ) nel gruppo Bictegravir e in 302 su 325 ( 93% ) nel gruppo Dolutegravir ( differenza -3.5%, P=0.12 ), dimostrando la non-inferiorità del regime Bictegravir rispetto al regime Dolutegravir.

Non è stata osservata alcuna resistenza emergente dal trattamento per alcun farmaco in studio.

L'incidenza e la gravità degli eventi avversi erano simili tra i gruppi e pochi partecipanti hanno interrotto il trattamento a causa di eventi avversi ( 5 su 320 nel gruppo Bictegravir, 2%, e 1 su 325 nel gruppo Dolutegravir, inferiore all'1% ).
Gli eventi avversi correlati al farmaco in studio erano meno comuni nel gruppo Bictegravir rispetto al gruppo Dolutegravir ( 57 su 320, 18%, vs 83 su 325, 26%; P=0.022 ).

A 48 settimane, la soppressione virologica con il regime Bictegravir è stata raggiunta ed era non-inferiore al regime Dolutegravir negli adulti precedentemente non-trattati.
Non c'è stata nessuna resistenza emergente a nessuno dei due regimi.
La combinazione a dose fissa di Bictegravir, Emtricitabina e Tenofovir alafenamide è risultata sicura e ben tollerata rispetto al regime Dolutegravir. ( Xagena2017 )

Sax PE et al, Lancet 2017; 390: 2073-2082

Inf2017 Farma2017


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