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Elvitegravir 1 volta al giorno versus Raltegravir 2 volte al giorno in pazienti con HIV già trattati e in trattamento con un inibitore delle proteasi potenziato con Ritonavir


Elvitegravir è un inibitore della integrasi di HIV-1, orale a somministrazione giornaliera, potenziato con Ritonavir.

È stato condotto uno studio per confrontare la efficacia e la sicurezza di Elvitegravir con quella di Raltegravir ( Isentress ), un altro inibitore della integrasi di HIV-1, in pazienti nei quali il precedente trattamento antiretrovirale aveva fallito.

Lo studio randomizzato, in doppio cieco, e di fase 3 e stato condotto in 234 Centri in 13 Paesi.

I pazienti eleggibili avevano un livello di RNA plasmatico di HIV uguale o superiore a 1000 copie per mL, qualunque conta di cellule CD4 e resistenza ad almeno 2 classi di farmaci antiretrovirali o 6 mesi di esperienza con almeno 2 farmaci antiretrovirali.

Questi pazienti hanno ricevuto un regime background in aperto di un inibitore delle proteasi potenziato con Ritonavir completamente attivo e un secondo farmaco.

I pazienti sono stati allocati in maniera casuale e in un rapporto 1:1 a ricevere Elvitegravir 150 mg una volta al giorno ( n=361; alla dose di 85 mg se somministrato con Atazanavir o Lopinavir con Ritonavir ) o Raltegravir 400 mg 2 volte al giorno ( n=363 ).

Compresse placebo sono state somministrate per nascondere le differenze nel dosaggio giornaliero.

L’endpoint primario era il raggiungimento e il mantenimento di una risposta virologica ( RNA di HIV inferiore a 50 copie per mL ) nel corso delle 48 settimane.

La non-inferiorità è stata prespecificata con un margine del 10%; è stata effettuata un’analisi per intention-to-treat modificata.

In totale, 10 pazienti nel gruppo Elvitegravir e 12 in quello Raltegravir sono stati esclusi dalla analisi ( o per violazioni del protocollo o perché non hanno ricevuto il trattamento ).

Nello studio, 207 ( 59% ) dei 351 pazienti assegnati a Elvitegravir hanno raggiunto una risposta virologica rispetto a 203 ( 58% ) dei 351 assegnati a Raltegravir ( differenza per trattamento 1.1% ), rispettando i criteri per la non-inferiorità ( p=0.001 ).

Tre pazienti del gruppo Elvitegravir hanno mostrato eventi avversi gravi legati al farmaco dello studio, rispetto a 7 del gruppo Raltegravir; 2 e 8 pazienti sono deceduti, rispettivamente.

Più individui assegnati a Elvitegravir hanno riportato diarrea fino alla settimana 48 ( p=0.023 ) e più pazienti assegnati a Raltegravir hanno mostrato incrementi di grado 3 o 4 nell’alanina aminotransferasi ( p=0.020 ) o nell’aspartato aminotransferasi ( p=0.009 ).

In conclusione, l’uso di Elvitegravir in combinazione con un inibitore delle proteasi, potenziato da Ritonavir, in pazienti già sottoposti a trattamento ha mostrato efficacia e sicurezza simili a Raltegravir.
Dal momento che Elvitegravir può essere somministrato una volta al giorno, rispetto a due volte al giorno per Raltegravir, Elvitegravir potrebbe migliorare l’aderenza del paziente al trattamento. ( Xagena2012 )

Molina JM et al, Lancet Infect Dis 2012; 12: 27-35

Inf2012 Farma2012


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